La musica nella Divina Commedia
La Dante Alighieri di Parma per il DANTEDÌ

Un itinerario verso la luce, il suono, Dio

Conferenza a cura di Italo Comelli

Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [458.67 KB]



annuncio conferenza Dantedì 2025

La Gazzetta di Parma del 22 marzo 2025 annuncia a pagina 20 la conferenza del dott. Italo Comelli sulla musica nella Divina Commedia, in programma per il giorno 25 per celebrare il Dantedì, giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che si tiene in Italia in quella stessa data



Galleria d’immagini del Dantedì con Italo Comelli.
Per le immagini del 25 marzo 2025 esprimiamo la nostra gratitudine alla Segretaria del Consiglio direttivo della Dante Lori Carpi.



recensione della Gazzetta di Parma

La Gazzetta di Parma del 26 marzo 2025 riferisce a pagina 16 dell’applaudita conferenza del dott. Italo Comelli del giorno precedente, nella commemorazione nazionale del Dantedì



La musica nella Divina Commedia

La Dante ha celebrato martedì 25 marzo il DanteDÌ, con un incontro che ha visto Italo Comelli, profondo conoscitore del Sommo Poeta, trattare il tema La musica nella Divina Commedia Un itinerario verso la luce.

L’opera di Dante è densa di riferimenti musicali; nel Convivio scrive “la musica trae a sé li spiriti umani e l’anima intera”. Giovanni Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante ricorda che “sommamente si dilettò di suoni e canti nella sua giovinezza”.

Fondamentale nella sua formazione culturale è il filosofo e teologo Severino Boezio, autore del De consolatione philosophiae e del De Istitutione musica in cui distingue la musica in tre categorie:

  • musica mondana o armonia delle sfere celesti
  • musica umana o armonia tra il corpo e lo spirito
  • musica instrumentalis ovvero quella udibile, prodotta da strumento o voce.

Nella Divina Commedia la musica accompagna Dante nel suo cammino; i rumori infernali si trasformano nel Purgatorio fino ad arrivare alla polifonia e ai canti celestiali del Paradiso; un’ascesa da un non-suono all’armonia, dalla oscurità alla luce.

Nell’Inferno i suoni sono aspri e sgradevoli, costituiscono una disarmonia, producono lamenti e grida che suscitano angoscia e paura. Nel Purgatorio domina la salmodia; i salmi cantati dalle anime sono riti di purificazione, simbolo di espiazione e riconciliazione.

Il Paradiso è il regno dell’armonia, della musica divina prodotta dalle sfere celesti, della polifonia, del dolce canto dei beati e degli angeli, che rimanda alla luce e all’amore per Dio.

Nell’Empireo si arriva all’assenza di musica che non è silenzio ma perfezione, che l’orecchio umano non può comprendere; la visione della luce divina è tale che la parola è insufficiente ad esprimerla così come la memoria non è in grado di ricordarla pienamente.

 

I mirabili versi di Dante

Inferno Canto I

“tal mi fece la bestia sanza pace,/ che venendomi ‘ncontro a poco a poco/ mi ripigneva là dove ‘l sol tace.”

Canto III Ignavi

“Quivi sospiri, pianti e alti guai/ risonavan per l’aere sanza stelle,/ per ch’io al cominciar ne lagrimai.”

Canto VI Golosi

“Urlar li fa la pioggia, come cani”

Canto XXXIV

“ma per suono è noto/ d’un ruscelletto che quivi discende
…Lo duca e io per quel cammino ascoso/ intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
…E quindi uscimmo a riveder le stelle.”

 

Purgatorio

Canto II La spiaggia

“E più di cento spirti entro sedero./ In exitu Israel de Aegypto/ cantavan tutti insieme ad una voce,/ con quanto di quel salmo è poscia scripto.”

Canto II Casella

“E io: «Se nuova legge non ti toglie/ memoria o uso a l’amoroso canto/ che mi solea quetar tutte mie doglie,/ di ciò ti piaccia consolare alquanto/ l’anima mia…”

“Amor che ne la mente mi ragiona/ cominciò elli allor sì dolcemente,/ che la dolcezza ancor dentro mi suona.”

Canto IX Antipurgatorio

“Io mi rivolsi attento al primo tuono,/ e ‘Te Deum laudamus’ mi parea/ udire in voce mista al dolce suono.”

Canto XXVII verso il Paradiso Terrestre

“Guidavaci una voce che cantava/ di là; e noi, attenti pur a lei,

venimmo fuor là ove si montava./ ’Venite, benedicti Patris mei’,

sonò dentro a un lume che lì era,/ tal che mi vinse e guardar nol potei.”

 

Paradiso terrestre

Canto I

“La gloria di colui che tutto move/ per l’universo penetra, e risplende/ in una parte più e meno altrove.

Nel ciel che più de la sua luce prende/ fu’ io, e vidi cose che ridire/ né sa né può chi di là sù discende;”

Canto XXIII

Così la circulata melodia/ si sigillava, e tutti li altri lumi/ facean sonare il nome di Maria.

Canto XXVIII

“Perpetualmente Osanna sberna./ con tre melode, che suonano in tree./ ordini di letizia, onde s’interna.”

Canto XXXIII

“O somma luce che tanto ti levi/ da’ concetti mortali, a la mia mente/ ripresta un poco di quel che parevi”

 

L’incontro ha suscitato grande interesse. Italo Comelli ha tracciato il faticoso percorso dell’uomo Dante dall’oscurità alla luce, dalla consapevolezza del peccato alla redenzione sottolineando il profondo significato, la ricchezza lessicale e la forza dei versi del Sommo Poeta.

Marisa Dragonetti

ultimo aggiornamento della pagina: 30 marzo 2025